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lunedì 6 febbraio 2012

Clover Bullet e K-V Giacca E Guanti Per Moto

In sella la sicurezza è un obbligo che ognuno dovrebbe rispettare, per la propria incolumità, assicurandosi il piacere di guida. C'è chi sostiene che sicurezza e comodità però non vadano a braccetto, ma le case di abbigliamento tecnico da motociclismo da tempo hanno sviluppato i loro capi, abbinando alla sicurezza anche un tocco di estetica.
È il caso di Clover. L'azienda vicentina presenta il Bullet, giubbotto in pelle dal taglio fashion, capace di abbinare al meglio soluzioni tecniche raffinate a funzionalità e stile, per essere sempre all’altezza, con e… senza motore.
E, per il massimo della sicurezza, il guanto è d’obbligo.

Il Bullet è realizzato in pelle bovina dallo spessore di 0.9 mm,porta con sé tutta la moderna tecnologia legata alla recente produzione di abbigliamento moto.
Ma non soltanto: si contraddistingue per la sua aria “vintage” estremamente convincente, soprattutto nella versione in color testa di moro.
Questa duplicità lo rende ideale a chi cerca un capo con il quale affrontare in sicurezza sia il traffico cittadino sia le gite fuoriporta, e capace di farsi apprezzare anche per il tempo libero. La “seconda anima” è ben rappresentata dal suo retrò style, dalla morbidezza della pelle, trattata in modo da essere idrorepellente, dalle 4 pratiche tasche frontali e dal lavoro fatto per celare le protezione CE (100% made in Italy) su spalle e gomiti, estraibili e registrabili.
Grazie all’imbottitura termica staccabile e alla fodera interna “Climacontrol” ventilata, il Bullet pè utilizzabile per buona parte dell’anno, e permette una vestibilità al top, aiutata inoltre dagli inserti elasticizzati sul fondo del giubbotto, che permettono di fasciare sempre bene il corpo di chi indossa il capo.
Per completare le sue caratteristiche, è dotato di inserti rifrangenti posteriori, di tirante aggancio cintura pantaloni e di imbottitura schiena estraibile di serie.
Disponibile dalle taglie 46-58 ed in due colorazioni, testa di moro e nero, ha un prezzo al pubblico di 329 euro.

Perfetto abbinamento per stile, il guanto corto K-V, disponibile ed apprezzato anche nella versione Lady. Per coprire e proteggere dorso e palmo, il guanto K-V di Clover è stato utilizzato in morbidissimo pellame di prima qualità, in modo da permettere una perfetta mobilità ma allo stesso tempo protegge con “il minimo ingombro” grazie anche alle sue nocche corazzate.
Ulteriori rinforzi sono presenti anche su palmo e dita.



sabato 4 febbraio 2012

Calendario Motomondiale 2012

Ecco le date e piste del prossimo campionato del Motomondiale 2012

8 aprileBandiera QatarLosail
29 aprileBandiera SpagnaJerez
6 maggioBandiera PortogalloEstoril
20 maggioBandiera FranciaLe Mans
3 giugnoBandiera SpagnaCatalunya
17 giugnoBandiera Regno UnitoSilverstone
30 giugnoBandiera Paesi BassiAssen
8 luglioBandiera GermaniaSachsenring
15 luglioBandiera ItaliaMugello
29 luglioBandiera Stati UnitiLaguna Seca
19 agostoBandiera Stati UnitiIndianapolis
29 agostoBandiera Repubblica CecaBrno
16 settembreBandiera San MarinoMisano
30 settembreBandiera SpagnaAragon
14 ottobreBandiera GiapponeMotegi
21 ottobreBandiera MalesiaSepang
28 ottobreBandiera AustraliaPhillip Island
11 novembreBandiera SpagnaValencia

Moto GP: Valentino Rossi soddisfatto della GP12 nei test di Sepang


Valentino Rossi (Ducati Team) 7° in 2’01.886 (44 giri)
“E’ stata un’altra giornata positiva sia perché abbiamo raggiunto l’obiettivo prefisso, arrivare a girare in 2’01 sia perché siamo riusciti a fare altri progressi nel lavoro di set-up della moto. D’altro canto, come è normale essendo la GP12 una moto nuovissima, mano a mano che facciamo le nostre prove, capiamo anche quali dettagli non dipendono solo dalla messa a punto e saranno da perfezionare ulteriormente durante le prossime settimane. Le aree le avevamo individuate già ieri, accelerazione ed elettronica, mentre abbiamo avuto la conferma dei progressi fatti con l’anteriore. Honda e Yamaha stanno lavorando sulle rispettive moto da un anno, noi da due giorni, quindi il nostro lavoro è particolarmente impegnativo, ma anche questa era una cosa che ci aspettavamo. Domani sarà un altro momento importante perché potremo fare una valutazione complessiva delle tre giornate e avremo un’idea più nitida di dove siamo rispetto agli altri. Se riusciremo a rimanere a meno di un secondo dal top, sarò contento”.
Nicky Hayden (Ducati Team) 10° in 2’02.354 (16 giri)
“Quando sono uscito per il primo “run” questa mattina mi sentivo bene e al secondo giro ho abbassato molto il mio miglior tempo di ieri. Poco dopo però ho cominciato a perdere forza nella spalla e non sono più stato in grado di spingere forte. In frenata non ho grossi problemi ma quando la moto si scuote non riesco a tenerla con la forza necessaria. Non volevo rischiare una caduta e peggiorare le cose ed ho preferito fermarmi. Non ne sono contento ma a volte bisogna adattarsi alle circostanze. Ducati ha fatto un gran lavoro con la moto nuova, puoi capirlo anche solo guardandola. Vorrei davvero poter provare a guidarla al limite e vedere come reagisce alle modifiche. Domani forse proverò a fare qualche altra uscita”.

Moto GP: terminati i test in Malesia, Stoner è ancora il favorito


E’ ora, però di fare un bilancio sulla messa a punto dei bolidi e sulla confidenza che i piloti hanno con essi. E’ d’obbligo cominciare con il campione del mondo, l’australiano Casey Stoner, che, a parte la prima giornata, in cui ha dato forfait per problemi alla schiena, non ha certo deluso le aspettative.
L’australiano si è rifatto nel secondo giorno di test, facendo registrare il miglior tempo con 2:00.895. Ma la Honda HRC di Stoner ha fatto ancora meglio nel terzo giorno, battendo il suo record del 2011; l’australiano è il primo e unico pilota che sulla MotoGP di 1.000 cc, ha abbassato il suo tempo rispetto a quello ottenuto con la 800 cc nei test di Sepang 2011.
Chi sta meglio è senza dubbio il canguro della HRC, che vola sempre più veloce; il connubio Honda-Stoner pare raggiungere il 100% di affinità anche nel 2012, permettendo ai tecnici del team di essere fiduciosi e sereni per l’avvio del campionato.
Le prove in Malesia hanno lanciato segnali positivi anche per la Yamaha, che ha dominato la prima giornata di test con lo spagnolo Lorenzo, con il tempo di 2:02.406, davanti al compagno di scuderia Ben Spies. Il secondo giorno il pilota texano ha fatto registrare il secondo tempo con 2:01.052, proprio davanti a Lorenzo. Nel corso dell’ultimo giorno, il pilota iberico si è poi preso la rivincita sul compagno di squadra piazzandosi secondo.
Altro centauro che ha dato buone indicazioni è l’altro spagnolo Daniel Pedrosa: la sua Honda si è classificata terza nel primo e terzo giorno di test, quarta nel secondo giorno.
Ed eccoci al pluricampione di Tavullia Valentino Rossi: le buone sensazioni a Sepang ci sono state anche per “il dottore”, che si è classificato quarto il primo giorno, settimo il secondo e quinto nella terza e ultima sessione.
Rossi si augura che il telaio perimetrale, da lui stesso voluto, sia il valore aggiunto della nuova Ducati GP12.
Tra gli altri, Dovizioso (Yamaha) ed Hayden (Ducati) hanno fatto pochi giri per problemi di salute e quindi non possono essere giudicati, mentre ci sono le prima indicazioni negative per le moto CRT, che hanno fatto registrare tempi molto alti rispetto alle sorelle maggiori.

mercoledì 1 febbraio 2012

Test Drive Honda CBR 1000RR Fireblade

Provata  a Portimao l’ultima versione della Superbike più famosa di sempre: rinnovata nell’estetica, non stravolta nei contenuti, perfezionata all’estremo, la Honda Fireblade si conferma validissima in pista , Ci sono alcune moto che sono entrate talmente tanto a far parte del nostro immaginario collettivo che certe volte ci sembrano esistere da sempre e non riusciamo a definire con esattezza da quanto tempo esistano.
Uno di questi casi è senza dubbio la Honda CBR 1000RR Fireblade.
Se anche a voi vi sembra che il Fireblade esista da sempre, per quanto prima non fosse denominato CBR 1000RR, se anzi sareste pronti a giurare di aver visto un quadro del Mantegna con questa moto immortalata, sappiate che vi state sbagliando e che il Fireblade esiste “solo” da venti anni.
Era infatti il 1992 quando la casa giapponese presentò questa creazione, andando a definire cosa loro intendessero per “Superbike”.
I più grandicelli ricorderanno sicuramente la linea molto aggressiva con cui debuttò la moto da 893 cc, una linea diventata subito il sogno di migliaia di appassionati, una linea che ha inevitabilmente condizionato ed influenzato tutto il mondo delle supersportive nel corso di questi ultimi due decenni, una linea che oggi appare sì datata, mettendo il vecchio Fireblade di fianco al nuovo, ma che indiscutibilmente già presentava l’essenza del concetto di sportività, declinato poi in modo così efficace da Honda.
Ripercorrendo i vari modelli di Fireblade che si sono susseguiti da quel primo 1992, appare evidente quale sia stato il corso dello sviluppo estetico di questo evergreen: si è partiti da una moto grossa e potente, con superfici curve e sinuose ed una distribuzione omogenea delle masse tra anteriore e posteriore.
Fino alla versione del 1998 le modifiche estetiche sono state graduali, ed i responsabili dello sviluppo del Fireblade (che guarda caso sono quasi tutti ancora al loro posto dopo vent’anni) hanno rastremato piano piano i volumi della moto per renderla sempre un po’ più snella.
Nel 2000 un cambiamento radicale: sparisce il telaietto di sostegno del cupolino che diventa più affilato e spigoloso, mentre la coda si snellisce ancora di più.
Nel 2004 lo scarico finisce sotto la sella ed il cupolino diventa affilatissimo, mentre la coda è ormai arrivata ad essere un terzo di quella del 1992, ma il vero cambiamento “shock” è quello del 2008. Quattro anni fa, infatti, la Honda cambia radicalmente registro estetico, presentando un nuovo Fireblade con linee meno taglienti ed esasperate delle versioni precedenti, imponendo allo stile della moto un andamento verticale, con un cupolino che a molti ha ricordato il muso di un falco; la marmitta è tornata di lato, ma con una forma romboidale e non più cilindrica e la coda è quasi completamente sparita, lasciando solo il minimo indispensabile.
Il ventesimo anniversario il Fireblade lo festeggia con un ritorno al futuro.
Se da una parte, infatti, si torna ad avere linee con andamento orizzontale, che conferiscono un maggior senso di velocità e dinamismo, ed il cupolino torna ad essere più affusolato, d’altro canto non c’è un ritorno stilistico al passato, quanto una nuova interpretazione degli stessi concetti: velocità, dinamismo, compattezza.
Se a vederla risulta subito molto diversa dalla precedente versione, si può però star tranquilli che gli elementi che andavano bene così com’erano, non sono stati toccati.
Un esempio chiaro è quello del motore che, nonostante abbia subito qualche modifica, rimane pressoché invariato nelle sue caratteristiche principali.
Un quattro cilindri in linea da 999 cc, capace di erogare fino a 178 cavalli a 12.000 giri, con una coppia massima di 112 Nm a 8.500 giri.
Quello che è cambiato è fondamentalmente la mappatura della centralina, grazie alla quale si ottiene una migliore erogazione del gas ed un contenimento dei consumi del 10%.
In questo periodo di innovazioni elettroniche ci saremmo aspettati l’introduzione di un traction control ed un comando per la selezione di diverse mappature, invece, sorpresa sorpresa, non troviamo nessuno dei due dispositivi.
Nonostante si sia portati a pensare che i marchi europei siano i più tradizionalisti e quelli giapponesi i più portati all’introduzione dell’elettronica, Honda smentisce nuovamente questa falsa credenza: sarà a causa della crisi o per il fatto che il colosso giapponese sembra essere più concentrato sul commuting che sulla pista, fatto sta che alla nostra domanda sul perché questi dispositivi non siano stati introdotti, la risposta è stata piuttosto vaga, forse per evitare di parlare di investimenti e crisi.
Rimane comunque il fatto che delle sostanziose modifiche sono state apportate ed in ambiti per niente secondari.
Uno dei più grossi cambiamenti, infatti, risiede nel comparto sospensioni.
Troviamo così una forcella rovesciata Showa BPS con steli da 43 mm, di tipologia Big Piston Fork.
Si è molto parlato delle sospensioni Big Piston Fork, una nuova tipologia di sospensioni che, di fatto, rispecchiano il proprio nome: una forcella con un unico grosso pistone negli steli. Internamente allo stelo, infatti, non si trovano, come tradizionalmente avveniva, due pistoncini, uno per la compressione ed uno per l’estensione, bensì uno solo di diametro ben più grande che assolve ad entrambi i compiti, oltretutto rendendo la sospensione ancora più precisa.
Per quanto riguarda il posteriore troviamo ancora un mono della Showa, che ha così introdotto la tecnologia usata nelle corse con il nuovo monoammortizzatore BFRC.
L’adozione di questo monoammortizzatore consente un passaggio più morbido tra la fase di compressione e quella di estensione, rendendo così migliore il contatto dello pneumatico sulla pista.
Un’altra novità assoluta è il display multifunzione, completamente ridisegnato, che offre una chiara lettura di tutti i parametri di guida: include il contamarcia e cinque luci a led per la segnalazione della cambiata, di serie regolato a 13.000 giri, ma customizzabile.
Come la versione precedente, anche la Honda CBR 1000RR Fireblade 2012 dispone di dispositivo di antibloccaggio in frenata combinato C-ABS, che però ha subito una piccola modifica.
Fin dalla sua comparsa abbiamo sempre specificato che l’ABS del CBR sia un dispositivo sportivo, pensato per la pista e con specifiche tarature, che riesce a rendere sicurissime le frenate senza andare ad allungare la distanza di frenata, anche grazie all’intervento combinato dell’impianto: frenando con il solo freno posteriore, infatti, anche il freno anteriore entra in azione in modo da ripartire la frenata su entrambe le ruote, stabilizzando così l’assetto. Proprio questo aspetto è stato registrato, diminuendo l’intervento del freno anteriore proprio per ottimizzare la sua influenza sull’assetto generale della moto in frenata.
Altra variazione degna di nota, nella versione 2012, è l’adozione di nuovi cerchi a 12 raggi, dal disegno molto automobilistico, al posto dei vecchi cerchi a tre raggi, soluzione non puramente estetica, ma che consente anche una maggiore rigidità della ruota, che ora monta i nuovi pneumatici Bridgestone S20.

2° Motomascherata Del Carnevale Di Fano

Il 19 febbraio 2012 a Fano (PU) si svolgerà il 2° Motomascherata Del Carnevale Di Fano,
Incontro aperto a tutti con ogni tipo di motociclo in occasione del secolare “Carnevale di Fano”, organizzato da vari motoclub della città.

Per maggiori informazione consultate questo indirizzo:
http://www.facebook.com/events/279807415407362/

Motoraduno Di San Valentino

Il 12 febbraio 2012 a Montopoli Sabina (RI) si svolgerà il motoraduno di S Valentino,omaggi floreali a tutte le donne che interverranno al pranzo.Iscrizione € 8 buono pasto 20 € iscrizione e pranzo € 25, organizzato dal moto club Valli Sabine.


Per maggiori informazioni consultate il sito: http://www.vallisabine.com